Logo
 FacultyProgramsCourse SchedulesCalendar


Image

 

Ad una terza fase, presumibilmente di poco successiva alla costruzione di edifici relativi ai magazzini del porto fluviale in età flavia (70-100 d.C.), sono ascrivibili solo brevi tratti di murature (US 416, 827 856) che riutilizzano le fondazioni, in pietrame irregolare e frammenti di laterizi legati da malta, delle strutture murarie della seconda fase dell’edificio i cui paramenti sono stati completamente (US 855) o quasi completamente (US 828) asportati.

Del tutto ipotetica è da considerare l’attribuzione al rifacimento della facciata della domus verso il fiume, con relativo cambiamento di orientamento, della presenza brevi tratti di murature (US 890, 436. 846?), in sesquipedali legati da malta e disposti di fianco a cortine orizzontali, con un allineamento N-S differente da quello generale della domus ma che riprende quello dei magazzini di età flavia.

Alla fase romano imperiale (fine I inizio Il secolo d.C.) sono state datate le strutture identificate con primi magazzini del porto. Un sondaggio eseguito in profondità durante gli scavi del 1995 ha rivelato l’eccezionale stato di conservazione di parte dell’alzato e delle fondazioni, colate entro cassaforma in legno, di uno dei lunghi muri N-S della costruzione (US 31). La sistematica rasatura di quest’ultimo può aver fatto parte di una serie d’interventi volontari e pianificati, finalizzati al rialzamento delle quote dei magazzini delle epoche successive reso necessario dall’innalzamento del livello delle acque del fiume.

Ad una successiva risistemazione dei magazzini (11 – III secolo d.C.) sono stati attribuiti alcuni dolia e due tratti residui delle fondazioni in laterizi (frammenti di tegole e mattoni) di muretti con andamento E-W (US 403 e 423).

Infine, alla fase ipoteticamente assegnata ad età tardo romana (IV – prima metà V secolo), infine, è stato ipoteticamente attribuito un lungo tratto di muro con andamento N-S (US 28), la cui fondazione, impostata sulla rasatura del muro US 31, è costruita con la tecnica a sacco con pietrame di scarto di varie forme e misure accostato in orizzontale (o posto di taglio in obliquo, per brevi tratti), piccoli frammenti di laterizi e di recipienti ceramici legati con malta molto tenace e di colore grigiastro. Il paramento, conservato per un massimo di tre assise orizzontali nel tratto centrale del muro, è costituito da materiali di diversa composizione e pezzatura, tra cui sono riconoscibili conci di arenaria e di calcare ben squadrati ed in alcuni casi rifiniti a scalpello e gradina. La malta del legante, che si distingue nettamente da quella della fondazione, è piuttosto friabile e di colore quasi bianco.

Al medesimo edificio, ipoteticamente identificabile con la monumentalizzazione di alcune strutture del porto fluviale di Aquileia, sembrano appartenere delle basi per pilastri realizzate in sesquipedali interi, o in grossi frammenti, e pezzi di coppi assemblati con malta (US 251 + 821, 248, 19, 449, 514, 515, 573 + 691, 547 + 671, 516, 678), sulle quali sono fissati plinti quadrangolari, di riutilizzo, in calcare di Aurisina.

 

Relazione introduttiva | Schede