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RELAZIONE
CAMPIONATURA DELLE MURATURE DI ETÀ ROMANA E TARDO ROMANA DELLO SCAVO DEL PORTO FLUVIALE DI AQUILEIA (SETTEMBRE 1999) di Brunella Portulano e
Michela Urban
In questo intervento presentiamo i dati relativi alle tecniche edilizie documentate dalle campagne di scavo condotte dal 1991 al 1999 nel sito del porto fluviale romano di Aquileia. Poiché lo scavo dellintero complesso è ancora in corso, la nostra trattazione, suscettibile di future revisioni e cambiamenti, non potrà che essere prevalentemente tipologica: abbiamo, infatti, deciso di effettuare unanalisi per campioni, scegliendo di schedare una o più murature come esemplificative delle tecniche costruttive caratteristiche di ciascuna fase cronologica rappresentata sul sito. Sottolineiamo, però, che occorre anche tenere conto dei fenomeni di spoliazione e di reimpiego dei materiali edilizi dei periodi precedenti, caratteristici e molto frequenti soprattutto a partire dalla tarda antichità, ma che in questarea sembrano aver avuto notevole incidenza già dalle fasi edilizie più antiche, e che hanno determinato la persistenza soltanto di brevi lacerti dei tracciati murari, spesso ridotti a livello di fondazione o addirittura alla nude fosse rimaste come unica testimonianza della loro passata esistenza. Per quanto riguarda le strutture più antiche, che sembrano attribuibili ad un edificio di tipologia non definibile, del quale è stata individuata solo parte di un grande ambiente delimitato per ora solo su tre lati, e che è stato genericamente datato alletà repubblicana (181 50 a.C.), abbiamo preso in esame uno dei tratti del muro con andamento E-W in conci parallelepipedi in arenaria, squadrati grossolanamente e legati da argilla piuttosto depurata (US 758 = 725 = 899). La fondazione, individuata per due soli corsi, è formata da elementi sovrapposti in modo tale da ottenere un profilo di sezione a trapezio. Del paramento murario, invece, sembra essersi conservato un solo filare; pertanto non è dato sapere se lalzato fosse totalmente in pietra, in laterizi o in materiale deperibile (quale il legno e/o largilla). Per il periodo successivo, testimoniato dalla costruzione di una domus databile ad età tardo repubblicano primo imperiale (50 a.C. 100/120 d.C.), sono state scelte le murature in laterizi attribuibili a tre diverse e successive fasi costruttive. Le stesse murature sembrano potersi distinguere in due tipi: il primo caratterizzato da fondazioni in scaglie di calcare legate da abbondante malta (US 885, 487, 886 = 1000); il secondo fondato su grossi blocchi di pietra, frammenti di laterizi e piccole pietre legati da malta (US 709, 855, 828, 749 690, 723 = 489, 631 = 726, 753, 730, 605 = 1065, 1011, 589). In entrambi i casi il paramento è realizzato in corsi orizzontali ben delineati, con lutilizzo di sesquipedali e mezzi sesquipedali interi o in grossi frammenti per lo più triangolari, con il lato meglio conservato collocato a vista, legati da malta e disposti di fianco (opus testaceum). Nelle murature della seconda fase costruttiva è stata notata la presenza (riscontrabile in particolare per i muri US 855 e 828) di un sottile livello di malta idraulica rossastra (cocciopesto) tra le fondazioni e gli alzati, presumibilmente con funzione di isolante dallumidità di risalita. Le misure dei materiali laterizi utilizzati li identificano con i tipici mattoni della Cisalpina, a base rettangolare, di cui parlano le fonti ("longum sesquipedem, latum pede", Vitr. Il, 3,3) e che sembrano riprendere i moduli del mattone lidio usato in Etruria: circa cm 45 x 30 e 45 x 15, con spessore intorno ai cm 6-8.
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