2. Topografia, urbanistica e edilizia pubblica


2.a Iscrizioni e ricerche topografiche

Nel tentare una ricostruzione, aggiornata con le nuove scoperte, delle caratteristiche urbanistiche della città antica Baldini, pp. 57-208, utilizza anche gli elementi forniti dalle iscrizioni. Vengono cosė ricordate le basi onorarie per Licinio (CIL, V 330; Inscr.It., X, 2, 7) e per il giovane senatore C. Praecelius Augurinus, patrono di Parenzo, Aquileia, Oderzo ed Emona (CIL, V 331; Inscr.It., X, 2, 8) reimpiegate nella chiesa di S. Giorgio e certamente provenienti dal Foro o da un porticato adiacente ad esso (p. 80, nt. 26; pp. 84-85, figg. 14, 15); l'ara dedicata da Carminia Prisca a Histria Terra (p. 95, nt. 29; p. 96, fig. 7; p. 145, nt. 5: cfr. CIL, V 327; Inscr.It., X, 2, 1), scoperta in prossimità del grande tempio viene riferita dubitativamente a un possibile secondo tempio che l'a. ritiene dedicato a Diana; di grande importanza il ritrovamento di una trentina di tegole col bollo TI.PANSIANA nel crollo del tetto della torre urbica scavata di recente all'ingresso del decumano, che permettono di datare all'epoca di Tiberio il primo impianto della torre, dato confermato dal rinvenimento di una tegole della Pansiana di età claudia e di una tegola di Q. Clodius Ambrosius, attribuibili a restauri (pp. 114-116); gli scavi recenti permettono inoltre di individuare anche con buona probabilità nella parte meridionale della città, in asse con il cardo maximus (pp. 106, 129-143; p. 130, fig. 1), le strutture portuali (molibus extructis) ricordate dal viceprefetto della flotta di Ravenna T. Abudius Verus nell'iscrizione da lui posta sull'ara dedicata a Nettuno (CIL, V 328; Inscr.It., X, 2, 3), in cui è anche menzione della costruzione di un tempio (probabilmente quello forense) e dell'abbellimento della propria domus (p. 151, nt. 19); viene ricordata anche l'iscrizione, oggi esposta nel Battistero, che testimonia l'esistenza delle mura in epoca tardoantica (p. 110, nt. 4; p. 112, fig. 4: cfr. Inscr.It., X, 2, 187); le iscrizioni nei tessellati pavimentali testimoniano l'esistenza della prima aula di culto, dove trovarono sepoltura i resti del martire e vescovo Mauro (p. 183 e p. 184, fig. 4; p. 188, nt. 12: p. 187, fig. 9: cfr. Inscr.It., X, 2, 57), della prima (p. 185, nt. 10 e p. 186, fig. 6: cfr. Inscr.It., X, 2, 64), e della seconda basilica (p. 188, nt. 15 e p.190, fig. 11: cfr. Inscr.It., X, 2, 58); dalla necropoli più antica di Parenzo, presso la porta sud-orientale, vengono due frammenti (uno inedito e uno da tempo nel Museo: Inscr.It., X, 2, 56) di recinto funerario con l'indicazione della pedatura (p. 173; p. 174, figg. 5, 6).

C.Z.